17/11/2011
folco orselli
salumeria della musica milano
Show case
Show case: il 17 novembre ore 21 e 30 a La Salumeria della musica via Pasinetti 2 Milano, entrata 10 euro. Per l’occasione sarò accompagnato da una orchestra d’archi.
IL GRANDE CINEMA FONTE ISPIRATRICE
DI “GENERI DI CONFORTO”
IL NUOVO CD DI FOLCO ORSELLI
Creato in un trullo in Puglia, autoprodotto per la sua nuova etichetta Muso Records e registrato con l’orchestra d’archi arrangiata da Vincenzo Messina
Milano, 14 Settembre 2011 – È possibile ricreare su disco la commozione trasportata che ci coglie quando, seduti in un cinema, veniamo coinvolti dalla trama e dai personaggi? La risposta a questa “mission impossible” ce la dà Folco Orselli con il suo ultimo lavoro “Generi di conforto” liberamente ispirato al grande cinema di Sergio Leone, Charlie Chaplin, Alfred Hitchcock e alla tradizione delle grandi colonne sonore con uso dell’orchestra d’archi, per la prima volta impiegata dal cantautore milanese per questo suo nuovo CD, il 4° della sua ultra-decennale carriera musicale che lo ha visto trionfare nell’edizione 2008 di MUSICULTURA (già Premio Recanati) con la triplice assegnazione del Premio della Critica, del Pubblico e per il Miglior Testo. “Generi di conforto” ha una storia originale. È nato in un Trullo vicino a Martina Franca dove Folco si è rifugiato insieme a Vincenzo Messina arrangiatore e co-produttore artistico (assieme a Folco stesso del disco) per realizzare un album in totale libertà creativa, realizzando dieci canzoni accomunate da un arrangiamento del disco visionario ed entusiasmante, dove è stato dato libero sfogo alla pittura sonora che solo un’orchestra d’archi può donare. Un omaggio a un certo tipo di musica elegante e raffinata, vedi ad esempio l’avvolgente “In equilibrio (cadendo nel blues)” o l’intimistica “Macaria” splendidamente introdotta da un pianoforte liquido che fa da contrappunto alla calda voce di Folco, il tutto sorretto da un magnifico tappeto d’archi o ancora l’istantanea “La Ballata di Piazzale Maciachini” che ti racconta di come puoi trovare la bellezza e la poesia anche in un angolo di periferia.
A questo punto, si lascia volentieri all’ascoltatore il gioco dei rimandi cinematografici dietro ciascuna canzone, svelando però, con le stesse parole di Folco, la ragione del titolo: “Le dieci tracce che compongono ‘Generi di conforto’ hanno a mio parere le stesse caratteristiche del cioccolato, delle sigarette, di un cordiale sorseggiato quando fa freddo, di una coperta sotto cui addormentarsi, di un fuoco, di un abbraccio. Di conforto appunto. E poi vuoi mettere, ora ho una risposta alla solita domanda: ‘Ma che genere fai?’ – ‘Di conforto!’
L’album è stato autoprodotto da Folco Orselli per la sua neonata etichetta “Muso Records” a proposito della quale l’artista dichiara: “ Io mi chiamo Folco, viene da folk, popolo, sono un uomo del popolo e questo disco mi piace che sia una storia tra me e la gente. Per questo motivo ho deciso di farlo uscire per la mia nuova etichetta Muso Records, per avere un dialogo diretto, meno intermediari, più verità”. Il disco si avvale della partecipazione dell’Orchestra Cantelli e di una band di eccellenti musicisti, Stefano Bagnoli alla batteria, Marco Ricci al contrabbasso, Vincenzo Messina alle tastiere, Giorgio Secco alle chitarre, Pepe Ragonese e Daniele Moretto alle trombe, Luciano Macchia al trombone, Valentino Finoli al sax.
Elegante anche la copertina dell’album che riproduce due opere inedite del pittore Renzo Bergamo, di cui una è un ritratto che l’artista fece a Folco durante una delle loro interminabili sedute a parlare di vita, che lui conosceva bene. Il ringraziamento di Folco va all’Archivio Renzo Bergamo nella figura della moglie Caterina Arancio Bergamo.
