11 dicembre

MARCO LILLO

Autore del libro "Bavaglio" (ed. Chiarelettere)



“Ora Berlusconi ragiona da statista.” “Sacrifica i suoi processi personali per dare la precedenza agli altri.” Ellekappa, la Repubblica , 17 giugno 2008 “Siamo ben oltre le leggi ad personam e l'assedio alla libera informazione. Siamo all'anno zero della legalità, al deserto dei diritti. È in atto un tale meccanismo di assuefazione che neanche ce ne accorgiamo... Il diritto all'informazione non è dei giornalisti ma dei cittadini.” Antonio Ingroia, pm antimafia a Palermo Sapremo chi è stato ucciso, ma non sapremo nulla su chi è stato arrestato per l'omicidio. Silenzio fino al processo. Censura totale. Passerà dalla cronaca alla Storia della Repubblica l'estate del 2008. La chiameranno l'estate del bavaglio. Quando Silvio Berlusconi e la sua maggioranza votarono il decreto sicurezza per bloccare il processo Mills, limitare l'uso delle intercettazioni telefoniche e impedirne la divulgazione. Ecco tutto quello che il regime berlusconiano non vorrebbe più farci sapere. E che cosa noi cittadini stiamo rischiando.

In appendice: le telefonate tra il dirigente Rai Agostino Saccà e il premier, le intercettazioni negli altri Paesi, il testo del lodo Schifani del 2003 (replicato ora dal governo Berlusconi), con la bocciatura della Consulta.

Marco Lillo, 39 anni, redattore de l'Espresso, collabora con Micromega. Autore con Sabina Guzzanti di "Reperto Raiot".
Romano, ma legato alla Calabria, terra dei suoi genitori. Dopo la laurea in giurisprudenza in diritto tributario diventa consulente e assistente volontario a " La Sapienza ". Nel 1994 lascia la professione per iscriversi alla scuola biennale di giornalismo di Urbino. Fino al 2000 lavora a Radio Capital e conduce l'approfondimento informativo della trasmissione mattutina. Dal 2000 è a "L'espresso" per il quale ha scritto tra l'altro le inchieste esclusive "Calciopoli", "Casa Nostra" (le case degli enti affittate e poi svendute ai politici a prezzi di favore) e "Pronto Rai" (il caso Berlusconi-Saccà).